Nel 2026 gli attacchi informatici, come quelli veicolati tramite phishing e ransomware, contro aziende e PMI hanno raggiunto livelli record sia in Italia che nel resto del mondo. Secondo il Rapporto Clusit 2026, gli attacchi cyber gravi globali sono aumentati del 49% rispetto all’anno precedente, superando quota 5.200 incidenti documentati.
L’Italia si conferma uno dei Paesi più colpiti: nel 2025 ha subito il 9,6% degli incidenti cyber globali, con una crescita del 42% rispetto al 2024.
In questo scenario, una media impresa del settore logistico con sede nel Nord Italia è stata vittima di un grave attacco informatico che ha paralizzato le attività aziendali per diversi giorni. Il caso, simile a molti altri registrati recentemente in Europa, dimostra quanto le PMI siano oggi uno dei bersagli preferiti dei cyber criminali.
L’attacco è iniziato con una semplice email di phishing, ma nel giro di poche ore si è trasformato in un ransomware capace di bloccare server, documenti e comunicazioni interne. Vediamo la storia nel dettaglio.
Il caso della PMI: come è iniziato l’attacco informatico
Secondo le ricostruzioni emerse dopo l’incidente, un dipendente dell’ufficio amministrativo ha ricevuto una mail apparentemente inviata da un partner commerciale abituale.
L’azienda operava nel settore della logistica e dei trasporti, un comparto particolarmente esposto perché gestisce quotidianamente ordini, documenti di spedizione, fatture e comunicazioni urgenti con clienti e fornitori.
L’email conteneva un allegato relativo a una presunta fattura non saldata. Il messaggio sembrava autentico:
- logo aziendale corretto;
- firma professionale;
- tono credibile;
- richiesta urgente di verifica.
Dopo aver aperto il documento, il dipendente è stato reindirizzato a una falsa pagina di accesso (in cui solitamente si inseriscono le proprie credenziali aziendali) praticamente identica a quella reale.
Convinto che la sessione fosse scaduta, ha inserito le credenziali aziendali. Da quel momento gli attaccanti hanno ottenuto accesso alla rete interna dell’azienda.
I passaggi della truffa
Una volta entrati nei sistemi, i cyber criminali hanno iniziato a muoversi lateralmente nella rete aziendale.
Nel giro di poche ore hanno:
- compromesso diversi account email;
- raccolto dati sensibili;
- ottenuto privilegi amministrativi;
- disattivato alcuni sistemi di sicurezza;
- distribuito un ransomware sui server principali.
La mattina successiva, gran parte dei file aziendali risultava cifrata e inutilizzabile. L’azienda si è trovata impossibilitata a gestire spedizioni, emettere documenti, accedere ai database clienti e utilizzare i sistemi gestionali.
Gli hacker hanno quindi richiesto un riscatto economico in criptovaluta per ripristinare l’accesso ai dati.
Che tipo di truffa è stata: dal phishing al ransomware
L’attacco appartiene alla categoria del phishing con furto di credenziali, evoluto successivamente in un attacco ransomware.
Questo tipo di truffa sfrutta l’ingegneria sociale: invece di colpire direttamente i sistemi informatici, i criminali manipolano le persone inducendole a consegnare password o informazioni sensibili.
Oggi questi attacchi sono sempre più sofisticati grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, che consente di creare email estremamente realistiche e difficili da riconoscere.
Secondo alcuni report internazionali, nel 2025 il numero di gruppi ransomware attivi ha raggiunto livelli record, con oltre 7.400 attacchi ransomware documentati a livello globale.
Phishing e ransomware: perché le aziende di logistica sono nel mirino
Le aziende del settore logistico e trasporti rappresentano obiettivi particolarmente appetibili per gli hacker perché gestiscono grandi volumi di dati, lavorano con molti fornitori esterni, utilizzano piattaforme condivise, necessitano continuità operativa costante e non possono permettersi lunghi blocchi dei sistemi.
Questo aumenta la probabilità che l’azienda colpita scelga di pagare rapidamente un riscatto pur di riprendere le attività.
Secondo il Rapporto Clusit 2026 che abbiamo menzionato all’inizio, il comparto trasporti e logistica è stato tra quelli con la crescita più rapida degli incidenti cyber in Italia.
Come difendersi da truffe simili: 5 consigli pratici per imprenditori e manager
1. Formazione continua del personale
La maggior parte degli attacchi phishing sfrutta errori umani. I dipendenti devono imparare a riconoscere:
- email sospette;
- link anomali;
- allegati inattesi;
- richieste urgenti di pagamento;
- pagine di login false.
La formazione periodica è uno degli strumenti più efficaci di prevenzione.
2. Attivare l’autenticazione multi fattore (MFA)
Anche se una password viene rubata, l’autenticazione multi fattore impedisce spesso agli hacker di accedere ai sistemi.
Un semplice codice temporaneo può bloccare un attacco prima che si trasformi in una violazione grave.
3. Segmentare la rete aziendale
Molte PMI utilizzano reti interne senza separazioni tra uffici, server e dispositivi.
Segmentare la rete limita la propagazione del ransomware e riduce l’impatto dell’attacco.
4. Backup offline e verificati
I backup devono essere:
- automatici;
- isolati dalla rete principale;
- protetti da accessi esterni;
- testati regolarmente.
Senza backup affidabili, il rischio di fermo operativo aumenta drasticamente.
5. Aggiornare software e sistemi
Firewall, antivirus, sistemi operativi e piattaforme cloud devono essere sempre aggiornati.
Molti attacchi sfruttano vulnerabilità note già corrette dai produttori software ma non ancora installate dalle aziende.
Attacchi phishing e ransomware: conclusioni per la tua impresa
Molte piccole e medie imprese credono ancora di non essere interessanti per gli hacker ma, in realtà, è vero il contrario. Le PMI spesso dispongono di budget IT limitati, protezioni meno avanzate, personale poco formato, sistemi legacy vulnerabili. Per questi motivi i cyber criminali le considerano bersagli ideali.
Il caso della società logistica del Nord Italia dimostra come una semplice email possa trasformarsi in un disastro operativo ed economico nel giro di poche ore.
CyberStorie è la rubrica che racconta vere truffe informatiche ai danni delle imprese, per aiutare imprenditori e manager a riconoscere i rischi e proteggere il proprio business.
Cyber sicurezza aziendale: inizia da qui
Oggi la cyber security non è più un tema riservato alle grandi multinazionali: qualsiasi PMI può essere colpita da phishing, ransomware o furto di credenziali. Le aziende che adottano una strategia preventiva hanno molte più possibilità di evitare danni economici, blocchi operativi e perdite di dati sensibili.
Se ti stai chiedendo come fare per difendere la tua attività, potresti rivolgerti alla Camera di commercio del tuo territorio.
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